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Moda Positano: radiosa bellezza mediterranea

Già nell’ottocento Positano era famosa per la tessitura della tela di juta, conosciuta anche come canovaccio o “pezza”, che veniva tinta in casa con colori brillanti.

da Maria Berardi
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Ogni giorno è una sfilata e il mondo è la tua passerella (Cocò Chanel)

La leggenda narra che Positano prenda il suo nome da una nave di cristiani che trasportava un’icona Mariana, nei pressi di quelle coste; i naviganti udirono una voce che diceva: “Posa, posa” e li invitava ad approdare. Già nell’ottocento Positano era famosa per la tessitura della tela di juta, conosciuta anche come canovaccio o “pezza”, che veniva tinta in casa con colori brillanti. Nel 1847, infatti, il pittore inglese John Ruskin scriveva che le ragazze di Positano portavano “un fazzoletto obliquo sul petto di colore vivace, corsetto aperto, gonne corte e sandali ai piedi”.  

La Moda  Positano è però un fenomeno nato nel secondo dopoguerra e che ha contribuito a rendere nota la cittadina in tutto il mondo. Una moda nata grazie all’incontro tra i turisti internazionali e gli imprenditori locali, entrambi alla ricerca di qualcosa che permettesse loro di vivere il mare anche quando non erano in acqua. Quando dopo la seconda guerra mondiale, questa cittadina della costiera Amalfitana, divenne una delle mete turistiche più ambite del jet set, alcune sarte del posto inventarono nuove strade per l’attività tessile, dedicandosi prevalentemente alla creazione di bikini che proprio in quegli anni facevano la prima comparsa sulle spiagge, realizzati all’uncinetto o con piccoli pezzi di stoffa arricchiti di applicazioni e decorazioni.

Moda Positano: la creatività che sfida ogni leggenda

Ben presto questo stile coinvolse altri capi di abbigliamento come gli abiti, ampi e scollati, le gonne rifinite da strisce di merletto, le camicie da portare come copri costume. Rivolgendosi ad un pubblico eterogeneo che mescolava tra loro intellettuali, alta borghesia e hippie, la moda doveva esprimere originalità ed eleganza nei tessuti e nei motivi, ma al tempo stesso essere fresca e informale. Gli abiti sono realizzati prevalentemente in lino e fino agli anni 60 i motivi maggiormente utilizzati ebbero un’ispirazione per lo più… hawaiana poi, negli anni 70 troviamo le garze in tinta unita.

Negli anni successivi, si ritorna ai capi colorati, fantasie che si sono modificate nel tempo fino ai giorni d’oggi, in cui troviamo per lo più capi con piante e fiori, limoni e aranci, dai toni accesi per esaltare l’abbronzatura. Non bisogna dimenticare, inoltre, che anche nella manifattura calzaturiera lo stile Positano, acquisisce un carattere distintivo. Da quando lo scrittore John  Steinbek,  (premio Nobel per la letteratura nel 1962) scrisse sulla famosa rivista statunitense di moda Harper’s Bazaar che “a Positano non si va semplicemente da un posto all’altro: o ci si arrampica su o si frana giù”, l’attenzione degli artigiani si concentrò sulla produzione di sandali bassi in cuoio, rigorosamente fatti a mano, indossati da vere e proprie icone del glamour e della moda del calibro di Jackie Onassis e Brigitte Bardot. Oggi è possibile trovare questi modelli a “ragno” o “fratino” arricchiti da pietre o applicazioni gioiello.

Il negozio di Maria Lampo è il vero simbolo di Positano.

Nasce dopo la seconda guerra mondiale grazie ai coniugi Alfonso e Maria, specializzati nella creazione di pantaloni su misura. Poiché i tempi di realizzazione una volta prese le misure, erano davvero brevi (un paio di ore), i turisti soprannominarono questa bottega “Maria Lampo”. La boutique conserva ancor oggi l’eredità dei fondatori, Maria è scomparsa nel 2017, ma il suo negozio è sempre una delle mete immancabili del tour della moda Positano. Da tener presente che è una moda personale ed esclusiva e quindi ha in parte resistito alla globalizzazione, al consumismo e all’evoluzione del tempo, innovandosi però allo stesso tempo. Il commercio degli abiti Positanesi difficilmente potrà comunque staccarsi dall’atmosfera del luogo, pur essendo esploso a livello mondiale con l’avvento della rete.

E’ bene ricordare che negli anni 80 il fenomeno di questa moda portò l’Italia ad essere il paese dal reddito pro capite più alto della nazione.

Il fenomeno ha goduto il massimo splendore fino agli inizi degli anni 90, quando in seguito a numerosi tentativi di imitazioni nasce l’esigenza di un marchio registrato. Sui canali TV di quell’epoca vi erano numerose sfilate, quando nell’ultima di queste occasioni ci si era accordati di far sfilare due modelli di ogni ditta, il proprietario del salone essendo anche lui un produttore di questa moda, approfittò dell’occasione e fece sfilare solo i capi di sua produzione.

Quando lo show fu mandato in onda dalla Rai, i proprietari delle altre ditte escluse si ribellarono e rifiutarono di pagare la quota associativa e quella per la manifestazione, e da qui l’immagine della moda locale subì un duro colpo. Le ditte produttrici, persa la coordinazione, tornarono al loro individualismo e anche i grossisti non vedendo più garantito e protetto il loro investimento persero l’interesse.  Giacomo Cinque e Laura Martino rappresentano oggi una nuova generazione di eredi di Rachele Talamo, la pioniera ha fatto da apripista a uno degli stili di moda più esclusivi e amati nel mondo. Attraverso il loro impegno e la loro passione, hanno portato avanti il lascito di Talamo, rafforzando e sviluppando ulteriormente l’inconfondibile estetica e l’artigianalità che caratterizzano questa moda unica.

Con uno sguardo attento alle tendenze attuali, ma senza tradire l’autenticità e la tradizione, hanno saputo reinventare lo stile di moda di Positano per adattarlo ai gusti contemporanei senza perderne l’essenza.  La loro visione è quella di preservare e promuovere la moda di Positano come un simbolo di classe, raffinatezza e vacanze senza tempo sulla costa amalfitana. Oggi, grazie all’impegno di Giacomo Cinque, Laura Martino e altri designer che si sono ispirati a questo stile unico, la moda di Positano continua a prosperare e ad affascinare una clientela internazionale, ricordando a tutti noi che la moda può essere un’esperienza di gioia e di libertà.

La semplicità è la nota fondamentale di ogni vera eleganza. (Cocò Chanel)

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